Consigli per affrontare un trekking fotografico PDF Stampa E-mail
 

Pianificare con attenzione

Quando ci apprestiamo a scegliere l'attrezzatura adatta a un trekking fotografico, dobbiamo riflettere e pianificare con molta attenzione. Mi riferisco a trekking di 1 o al massimo 2 giorni su percorsi facili che non richiedono attrezzatura da alpinismo.

L’attrezzatura utile per la fotografia paesaggistica

Le attrezzature fotografiche pesanti e voluminose, purtroppo sono in conflitto con il principio stesso del trekking  che ci impone di viaggiare leggeri.

Per scegliere il tipo di attrezzatura, dobbiamo cercare di immaginare quali situazioni fotografiche potremmo incontrare ma è indispensabile porsi dei limiti, perché ad esempio non possiamo pretendere di fare un'uscita con tutta l'attrezzatura necessaria sia per la fotografia paesaggistica che macro.

Io preferisco utilizzare uno zaino da trekking dove ripongo sia l'attrezzatura fotografica che il resto dell'equipaggiamento. La maggior parte deglii zaini fotografici sono più adatti a passeggiate di poche ore poiché non offrono sufficiente spazio all’equipaggiamento non prettamente fotografico.

Vediamo qual è l'attrezzatura fotografica che porto con me durante le uscite dedicate alla fotografia paesaggistica.

Fotocamere e obiettivi

Per la fotografia paesaggistica prediligo la mia full frame che mi permette di sfruttare al massimo lo zoom grandangolare 12-24mm, in alternativa potrei utilizzare la reflex APS-C ma dovrei abbinarla allo zoom  8-16mm per ottenere lo stesso angolo di campo.

Porto con me anche il 24-70 che diversamente dal 12-24 mi permette di utilizzare tutti i filtri di cui dispongo.

Nella fotografia paesaggistica, la luminosità degli obiettivi non ha molta importanza, poiché nella maggior parte dei casi chiudo molto il diaframma e monto la fotocamera sul treppiede scongiurando il mosso anche in condizioni di scarsa luce ambientale.

nullOltre alla reflex, porto con me anche una compatta con zoom equivalente 28-140 e discrete capacità macro. Non avrà certo le prestazioni della reflex, ma mi ha spesso permesso di ottenere buoni scatti senza essere costretto a portare con me un medio tele.

 

Filtri

Con l'avvento di Photoshop, l'utilizzo dei filtri da montare sugli obiettivi fotografici ha subito un notevole calo, ma ritengo che ne siano rimasti ancora 4 che risultano praticamente insostituibili.

Per proteggere la lente anteriore degli obiettivi da urti accidentali, sporco, gocce d'acqua e graffi utilizzo i

filtri UV. Questi filtri nascono con lo scopo di filtrare i raggi ultravioletti (maggiormente presenti in alta montagna), permettendo di ottenere cieli leggermente più tersi e immagini più nitide, oltre a ridurre lievemente possibili dominanti azzurre. I filtri UV sono economici e mi permettono di non farmi troppi scrupoli nel passarvi sopra un panno per eliminare gocce o sporco.

nullIl filtro che utilizzo maggiormente è il POLARIZZATORE: elimina la maggior parte dei riflessi dall'acqua o da altre superfici, diminuisce la foschia, satura i colori e consente di ottenere cieli più contrastati, minimizzando i riflessi causati dal vapore acqueo presente nell'aria.

Molto utili sono i filtri ND (densità neutra), utilizzati per diminuire la quantità di luce che raggiunge il

sensore, permettendo di scegliere un tempo di esposizione più lento. Sono disponibili in diverse gradazioni a seconda dell'intensità. Li utilizzo spesso per fotografare corsi d'acqua, poiché permettono di ottenere una morbida scia bianca simile alla seta; vengono inoltre impiegati per sfumare il movimento delle nuvole in condizioni ventose oppure per appiattire l’acqua del mare o dei laghi.

I filtri GND (graduati a densità neutra) sono simili agli ND ma presentano un oscuramento graduale che si sviluppa da un'estremità più scura, gradatamente, verso una più chiara. Questi filtri agiscono solamente su una parte dell'immagine e li utilizzo per scurire il cielo e riuscire a esporre correttamente tutta la  scena inquadrata. Lo stesso risultato lo potrei ottenere eseguendo due scatti della stessa scena, una esposta per il cielo e una per il primo piano, unendo successivamente il tutto al computer, ma dovrei utilizzare  il treppiede e poi preferisco avere già uno scatto correttamente esposto che non richieda troppa post produzione.

 

Treppiede

Nella fotografia paesaggistica si utilizzano spesso tempi di scatto lunghi e quindi il treppiede è essenziale per scattare foto nitide e ricche di dettaglio. Il treppiede ci obbliga a ragionare maggiormente sulla composizione e sui vari aspetti tecnici, aiutandoci a portare a casa immagini migliori.

Più un cavalletto è pesante, più sarà stabile bloccando le vibrazioni; ma non è pratico camminare in montagna con un “animalone” di svariati chili sulla schiena quindi occorre scendere a compromessi.

Difficilmente riusciremo a fare stare il cavalletto all’interno dello zaino. La soluzione migliore è legarlo all’esterno dello zaino fissandolo il più saldamente possibile per evitare fastidiosi ondeggiamenti .

Da abbinare al treppiede, per la fotografia paesaggistica è consigliato lo scatto flessibile o il telecomando, che diventano indispensabili nelle ore del crepuscolo o in quelle notturne, quando i tempi di scatto sono per forza di cose molto lunghi.

 

Schede di memoria e batterie

In genere preferisco utilizzare più schede di memoria piccole che una sola grande. Anche scattando prevalentemente in RAW, 2 o 3 schede da 8 Gb sono più che sufficienti per un trekking di 2 giorni.

In genere, una batteria completamente carica permette di eseguire più di 1000 scatti con una reflex ma se utilizziamo spesso lo schermo LCD, l’autonomia cala drasticamente. Per un’escursione di 2 giorni mi porto sempre 2 batterie di scorta che ripongo al caldo in una tasca interna della giacca quando la temperatura ambiente è bassa.

 

Accessori vari

Dentro lo zaino ho sempre una pompetta con pennello, utilissimo per rimuovere la polvere dalle lenti senza graffiarle.

Un altro accessorio utile è un sacco di plastica grande (tipo quelli neri per la spazzatura) che mi permette di salvare l’attrezzatura nel caso di un forte acquazzone. 

Per poter effettuare scatti anche sotto la pioggia, porto sempre con me 1 o 2 sacchetti da freezer che mi permettono di proteggere sia la fotocamera che l’obiettivo.

Un blocco-note e una matita sono utili per prendere appunti e segnarci delle informazioni. Una matita è meglio di una penna perché permette di scrivere in qualsiasi condizione, non teme il freddo e non rischia di perdere inchiostro.